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27 Dic
David e il de minimis
La notizia sta facendo il giro d'Europa. E può costituire un importante "precedente" per lanciare iniziative simili.
La Commissione Europea ha dichiarato che non è da considerare aiuto di Stato il cofinanziamento del Governo inglese presieduto da David Cameron al "Big Society capital", un nuovo fondo per sostenere iniziative di imprenditorialità e di innovazione sociale. Si tratta di 400 milioni di sterline, mica bruscolini.
Fa sorridere il fatto che a ottenere questa importante "deroga" sia un governo così antieuropeista da non siglare le recenti modifiche al trattato dell'Unione. Il tutto mentre le nostre cooperative sociali sono alle prese con conteggi al centesimo di euro per non superare i massimali degli aiuti d'impresa, la famigerata soglia de minimis.
C'è però da considerare che l'operazione inglese fa da apripista a una nuova agenda di politiche comunitarie per l'imprenditoria sociale.
La recente Social Business Initiative della Commissione europea prevede, come piatto forte, la costituzione di fondi misti pubblico / privati a favore di queste imprese, con tanto di "bollino di qualità" come proponeva qualche giorno fa Michel Barnier, Commissario europeo al mercato interno (mica politiche sociali).
Non sarebbe male seguirne la scia, dando vita a operazioni simili su scala locale e in territori eccellenti come il Trentino. Un fondo pubblico - privato per l'innovazione sociale provinciale.
Non suona male.
A patto di accettare la sfida che sta alla base di questa nuova stagione di policy making: un'imprenditoria sociale allargata, che sa andare oltre le forme giuridiche e i settori di attività moltiplicando le collaborazioni e i legami con altri soggetti economici e sociali.
Il blog di Flaviano Zandonai







