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Le richieste alla politica: concretezza e innovazione

LE RICHIESTE ALLA POLITICA: CONCRETEZZA E INNOVAZIONE

Una politica che riconosca l'impegno di chi da anni opera a fianco delle comunità, che sappia innescare processi di partecipazione e che sappia intendere il valore dell'educazione come elemento trasversale a tutte le fasi della vita. Queste le richieste che arrivano dalle cooperative sociali delle Giudicarie nell'ultimo incontro dell'Autunno Culturale.

Si è concluso ieri sera con l'evento "Parole della politica" la terza edizione dell'Autunno Culturale delle cooperative sociali di Con.Solida che quest'anno - vista la concomitanza con le elezioni provinciali - ha chiamato cittadinanza, istituzioni e candidati politici a "fare voto di conoscenza".

A Bolbeno l'ultimo confronto organizzato da Impresa Solidale - il consorzio delle Giudicarie che riunisce le cooperativa sociali Bucaneve, l'Ancora e Lavori in Corso - cui hanno partecipato Gigi Olivieri, Piergiorgio Motter, Giuseppe Bonenti, Donata Borgonovo Re, Piergiorgio Ferrari , Giusi Tonini, Mario Tonina e Raffaele Armani. Candidati che hanno avuto l'opportunità di conoscere la quotidianità delle cooperative sociali e ascoltare richieste e proposte.
Le tre parole chiave che per tutto il mese di ottobre hanno percorso gli eventi sui territori e sono state alla base della campagna di comunicazione promossa con l'Autunno Culturale, sono state declinate dalle cooperative in base alle esigenze del territorio: "Il consorzio Impresa Solidale - ha affermato la presidente Grazia Scaglia - raggiunge con i propri servizi 350 famiglie, dà lavoro a 220 persone e coinvolge oltre 100 volontari. Chiediamo, sulla base del principio di sussidiarietà che sia riconosciuto questo nostro saper fare ed innovare. Ma ricordiamo anche a noi stessi l'importanza di essere imprese sociali che operano della comunità". Le parole sono state accompagnate da esempi concreti: Promojob, che ha dato la possibilità a 50 giovani disabili di vivere l'esperienza del lavoro, oggi non ha più sostegno economico; la sperimentazione del progetto "Dopo di noi", indispensabile per chi ha figli disabili e ha bisogno di certezze rispetto al loro futuro, sarà sostenuta solo per due anni. Esempi che traducono il periodo di incertezza che impedisce una progettazione sul lungo periodo.

"Per dare concreta forza alla parola sociale - ha continuato Scaglia - oggi molto evocata ma poco praticata, chiediamo alla politica di immaginare risposte ai bisogni di natura socio assistenziale che generino legami, reciprocità, gratuità. Dobbiamo ritornare tutti a riassumerci le responsabilità civili e morali che fanno di una comunità un luogo di vita e relazioni e non solo un luogo di lavoro e di consumo. Uno sforzo che la comunità può fare solo se anche la politica in primis investe in questa direzione, se innesca relazioni, processi di partecipazione che mettono in moto lo sviluppo di comunità. Un'azione che richiede il coinvolgimento anche di chi è radicato sul territorio da anni e ha potuto sviluppare esperienza nel rapporto con la comunità tutta". Abbiamo bisogno di un welfare che metta al centro la persona prima ancora del suo problema, della valorizzazione di chi mette al servizio della comunità il proprio tempo volontariamente come ricchezza della società e non come strumento perchè mancano i soldi. "Ci uniamo poi - ha continuato Scaglia - alle già numerose richieste di sburocratizzazione del sistema pubblico: oggi forniamo alla PA gli stessi dati anche 2 o 3 volte, ma noi siamo al servizio delle persone, non della burocrazia".

Infine l'educazione dev'essere intesa come capacità di coltivare e valorizzare i talenti dei giovani, di dare loro fiducia ma anche di pretendere responsabilità ed impegno per la propria crescita. In questo senso bisogna prevedere strumenti per contrastare l'abbandono precoce della scuola, un impegno ancora più forte delle istituzioni nel favorire le esperienze lavorative dei giovani - come Trainig for Job - e una maggiore integrazione tra politiche giovanili, sociali e famigliari per realizzare servizi a sostegno delle famiglie nell’accompagnamento dei giovani dai 13 ai 18 anni che oggi mancano".

L'autunno culturale si è concluso formalmente ieri, ma nella sostanza continuerà fino al prossimo anno, quando verranno rimesse al centro le questioni emerse in quest'edizione e si tornerà a discuterne con chi sarà in consiglio provinciale. Altri 12 mesi per ascoltare, osservare e continuare a dibattere sotto la lente di cittadini più informati e consapevoli.

Tag:

Autunno Culturale

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