Leva civica: i sindaci chiamano i loro giovani

LEVA CIVICA

Presentata oggi al seminario "18 anni. E adesso? Diamoci da fare" il nuovo progetto dedicato ai 5000 giovani che compiranno quest'anno 18 anni. L'iniziativa, promossa da Con.Solida. in collaborazione con il Consorzio dei Comuni vuole promuovere tra i giovani responsabilità e partecipazione civile e dare loro speranza e spazio nella costruzione del futuro

Una cartolina del sindaco al compimento dei 18 anni? Nessun allarme, non chiamerà al servizio militare, ma all'impegno civico e al volontariato. Stessa modalità, ma sostanza diversa quella del progetto Leva Civica, promosso da Con.Solida. e dal Consorzio dei Comuni Trentini che è stato presentato stamattina ai Sindaci nel convegno "18 anni. E adesso? Diamoci da fare". «Il consorzio dei Comuni ha sposato in pieno questa iniziativa che dà ai 18enni la possibilità di mettere a disposizione della comunità i loro interessi e talenti» ha esordito oggi in Antonietta Nardin, assessore alle politiche giovanili del Consiglio delle Autonomie Locali. I giovani spesso vengono dipinti come apatici e asociali, in realtà anche la mia esperienza di Sindaco mi ha dimostrato che sono in grado di dare molto arricchendo la comunità in cui vivono. Sono pieni di energia e hanno voglia di cambiare il mondo e questo iniziativa dà loro la possibilità di cominciare a farlo».

«Desiderare un futuro migliore è contagioso e stimolante» ha continuato Silvano Deavi, presidente del Consorzio delle cooperative sociali trentine. «Abbiamo dato avvio al progetto Leva Civica perché crediamo che in questa fase storica l'educazione sia motore per costruire una migliore società con migliori cittadini. In questa fase di crisi istituzionale siamo partiti dalla cellula primordiale della comunità: il Sindaco." Saranno infatti i Sindaci dei Comuni che aderiranno all'iniziativa ad inviare la Cartolina ai 5000 giovani che nel 2012 compiranno 18 riconoscendo il passaggio all'età adulta, smuovendo energie e potenziando competenze e risorse del territorio. "Nella crisi anche istituzionale che ci circonda - ha continuato Silvano Deavi - l'idea di mettere in contatto il sindaco con i ragazzi garantisce loro l'opportunità di crescere con e nella propria comunità. Le loro risposte positive dimostreranno curiosità nel proprio futuro e nella conoscenza del territorio: noi adulti tentiamo di fare spazio ai giovani per l'avvio di un futuro che noi nemmeno immaginiamo».

Sulla base delle ricerche e degli studi più recenti, lo psicologo sociale dell'Università Bicocca di Milano Ennio Ripamonti ha fatto un quadro dei giovani di oggi definendoli con dieci parole. Sono POCHI - come il Giappone l'Italia è uno dei paesi più vecchi del mondo - ed essere una minoranza non è mai un vantaggio; sono DIVERSI dai giovani di una volta e tra loro, sono scarsi gli elementi di coesione generazionale; restano in FAMIGLIA, in piccoli nuclei con un livello di accudimento molto alto che si trasforma in uno svantaggio quando diventa iperprotezione e chiusura; vivono in un contesto che dipinge il FUTURO come una minaccia, mentre un tempo era promessa di miglioramento. I giovani, sempre secondo Ripamonti, hanno una transizione lunga e lenta per giungere all'età ADULTA caratterizzata da autonomia e indipendenza; sono FRAGILI e SPAVALDI, vivono cioè forme di emancipazione precoce (ad esempio nella sessualità) ma celano grandi debolezze su altri aspetti. Vivono in società MULTICULTURALI, in una cultura CONSUMISTICA che li considera uno dei target principali delle strategie di marketing cui è facile assuefarsi. Per quanto riguarda i VALORI, secondo Ripamonti, "non è vero che non ne hanno, credono nella famiglia, nella pace e nella libertà ma è certo calato il peso valoriale del lavoro e della solidarietà. Come nativi digitali hanno affinato differenti forme di COMUNICAZIONE; sentono ora la necessità di confrontarsi con interlocutori adulti che dimostrino AUTORITÀ." «Bisogna proporre un nuovo rito di passaggio all'età adulta - continua Ripamonti - come potrebbe essere la Leva Civica in cui il sindaco parla loro direttamente. Allo stesso tempo il progetto deve saper coniugare l'impegno con il divertimento nella sua origine etimologica in cui significa divergere, fare esperienze “diverse” coinvolgendo anche chi mai avrebbe approcciato un mondo lontano dal proprio».

Michela Guetti e Miriam Branz, responsabile e referente del progetto Leva Civica presso Con.Solida, hanno infine approfondito la dinamica del progetto. I giovani in Leva possono scegiere l'ente a cui avvicinarsi, ma possono anche essere supportati dalla segreteria della Leva nella ricerca di un ambito che soddisfi i loro desideri e valorizzi le loro competenze. Gli enti possono essere pubblici e privati, purché strutturati (comuni, biblioteche, ludoteche, centri di aggregazione e formazione in grado di garantire un tutor e 70 € per l'assicurazione di ogni ragazzo coinvolto). Alla firma dell'accordo di accoglienza con Con.Solida e l'ente, si definiscono tempi e modalità per l'avvio della Leva.

Dal sito di riferimento www.cooperazionesocialetrentina.it ci sarà un'area riservata dedicata alla Leva Civica dove i ragazzi potranno trovare informazioni, scambiarsi foto, opinioni e dove potranno anche essere organizzati veri e propri incontri formativi virtuali.

Ulteriori informazioni: www.cooperazionesocialetrentina.it 0461/235723; levacivica@consolida.it

Tag:

partecipazione, giovani, volontariato

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