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SALUTE MENTALE E COOPERAZIONE SOCIALE, REALTÀ E PROSPETTIVE

SALUTE MENTALE E COOPERAZIONE SOCIALE, REALTÀ E PROSPETTIVE

Il convegno a Verona a fine febbraio organizzato da Federsolidarietà

a cura di Emma Nardi

Sta diventando sempre più importante e imminente ripensare ai servizi nell’ambito della salute mentale in un’ottica di efficacia e personalizzazione cercando di “avere il supporto delle diverse organizzazioni territoriali per non isolare gli utenti in zone circoscritte e periferiche, ha affermato la dott.ssa Paola Zanus-Michiei, psichiatra e responsabile del Centro Salute Mentale di Palmanova”. Occorre inoltre una maggiore attenzione ai processi partecipativi per coinvolgere gli utenti in progetti ad ampio raggio che mirano alla prevenzione delle variabili che determinano i disturbi psichiatrici e il loro disagio sociale. Questi i concetti su cui si sono concentrate le conclusioni del convegno Salute Mentale e cooperazione sociale, realtà e prospettive tenutosi a Verona il mese scorso organizzato daFedersolidarietà.

I dati del 1^ Rapporto salute mentale del 2015 riportati da Valeria Negrini, vicepresidente di Federsolidarietà, sottolineano infatti come gli interventi a favore degli utenti siano erogati in prevalenza da strutture ospedaliere o residenziali, a discapito di una cura domiciliare ancora scarsamente diffusa. Emerge inoltre una grande disparità di trattamento delle cure a livello regionale dovuto al mancato coordinamento nazionale che rende difficile la diffusione delle pratiche più virtuose e generative. Nuove chiavi di lettura volte anche ad un concreto cambiamento sono state esposte dall'onorevole Ezio Casati, primo firmatario del Pdl n. 4174 del 1978 per la valorizzazione della partecipazione attiva degli utenti, familiari, operatori nei servizi di salute mentale. L’onorevole ha esposto i punti di svolta principali del nuovo progetto della legge 2233 che sarà presto presentato alla Camera. “La proposta intende affermare i diritti alla fiducia e alla speranza che dovrebbero indirizzare il rapporto tra professionisti e utenti, spiega l’onorevole Casati, e implementare la logica del fare assieme per dare “gambe robuste” ad una buona salute mentale di comunità, che da più di trenta anni è attesa in tutto il Paese”. Come buone prassi generative Casati ha ricordato l’esperienza trentina degli Utenti Familiari Esperti (UFE), che sostengono l’utente e tutta la sua famiglia durante la malattia. Il progetto di legge inoltre “si propone di valorizzare maggiormente i luoghi della salute mentale e il loro significato, continua Casati, di stringere un “patto di cura” in cui le istanze dell’utente siano ben rappresentate e soprattutto ascoltate”.

Dei meccanismi che regolano i rapporti tra pubblico e cooperazione ne ha parlato il Dott. Ranieri Zuitton, responsabile dell’area Welfare di Comunità dell’Azienda dell’Assistenza Sanitaria 2 del Friuli Venezia Giulia. Il procedimento per l’accreditamento, ad esempio, richiede alle realtà di rispettare standard e indicatori necessari per la progettazione e l’erogazione del servizio; questo alle volte va a discapito di un plusvalore qualitativo e relazionale che le organizzazioni potrebbero offrire.

Esistono strumenti di pianificazione per la gestione dei servizi socio sanitari che pongono al centro dell’azione degli attori la persona come il “Budget di Salute” nel Friuli Venezia Giulia: in un’ottica di partnership tra pubblico e privato si costruisce un sistema di opportunità il più possibile ampio sul territorio e vicino alle esigenze degli individui.

Giovanni Brisone, neuropsichiatra e direttore dell’Unità Adolescenti Centro Paolo VI di Casalnoceto, ha rivolto una particolare attenzione a favore dei minori e degli adolescenti in carico ai servizi di salute mentale. “E’ essenziale interrogarsi maggiormente sulle problematiche dei giovani che attraversano anche il delicato momento dell’adolescenza; servizi e spazi a loro rivolti non dovrebbero essere uguali a quelli degli adulti. Servono interventi più mirati e occorre prevenire eventuali comportamenti che in futuro potrebbe essere problematici." 

Le slide del convegno sono consultabili di seguito:

Intervento di V. Negrini

Intervento di G. Brisone

Intervento di R. Zuttion

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